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REGOLAMENTO di DICIANNOVE SOC. COOP.
“L’importanza della Conciliazione”

ARTICOLO 1 – Premesse
In allegato al Regolamento Interno con cui i soci della Diciannove s.c.r.l. regolano lo scambio mutualistico ovvero le modalità di conferimento delle prestazioni lavorative tese alla gestione in forma associata dell’azienda, con il presente allegato si vuole rimarcare l’importanza che viene riconosciuta alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

ARTICOLO 2 – Riferimenti Legislativi
In Italia la normativa cardine in materia è rappresentata dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 che, oltre a introdurre i congedi parentali, favorendo prima di tutto la partecipazione dei padri alla cura dei figli, ha focalizzato l’attenzione delle regioni e degli enti locali sull’importanza di riorganizzare i tempi delle città ed ha promosso, tramite l’art. 9, la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione sui luoghi di lavoro, sensibilizzando in tal senso aziende e parti sociali.
La norma, a carattere sperimentale, è passata attraverso successive modifiche finalizzate a meglio adattarla all’evoluzione dei nuovi bisogni di conciliazione emersi nel corso dell’attuazione.
L’ultima modifica, contenuta nell’art. 38 della legge 18 giugno 2009, n. 69, ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari ed aggiornato il novero degli interventi finanziabili, rendendo necessaria la stesura di un nuovo regolamento di attuazione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 2011 (serie generale) ed entrato in vigore il 18 maggio 2011.
Le misure di conciliazione previste sono distinte in due categorie, in base al tipo di beneficiario:
A favore dei lavoratori dipendenti o equiparati(art.9, comma 1)
A favore dei soggetti autonomi (art. 9, comma 3).
La conciliazione per i dipendenti (art. 9, comma 1)
In base alla nuova disciplina, il 90% delle risorse annualmente disponibili è riservato al finanziamento di datori di lavoro privati, purché iscritti in un pubblico registro, e, ove residuino fondi, alle aziende sanitarie locali e alle aziende ospedaliere, anche universitarie, che intendano attivare, in favore dei propri dipendenti, una delle seguenti misure di conciliazione:
a) nuovi sistemi di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro, quali part-time reversibile, telelavoro, orario concentrato, orario flessibile in entrata o in uscita, flessibilità su turni, banca delle ore, ecc. (lettera A);
b) programmi e azioni per il reinserimento di lavoratori/lavoratrici che rientrano da periodi di congedo di almeno 60 giorni (lettera B);
c) servizi innovativi ritagliati sulle esigenze specifiche dei lavoratori e delle lavoratrici (lettera C).
Quest’ultima tipologia di azione è attivabile anche da parte di una pluralità di datori di lavoro consorziati, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di reti territoriali che per un verso consentono di allargare il bacino d’utenza del servizio, abbattendone i costi, e per un altro verso permettono l’integrazione con altre politiche, aventi ricadute sui tempi di vita, realizzate a livello locale.
I destinatari degli interventi progettati possono essere i dipendenti con figli minori o con a carico un disabile, un anziano non autosufficiente o una persona affetta da documentata grave infermità.

ARTICOLO 3 – Esperienza in merito alla conciliazione
La Cooperativa, con l’intenzione di approfondire il tema della conciliazione, ha partecipato come partner nel periodo 2009-2011 al progetto Eurobalance (2009-1-GB2-LEO05-01365) co-finanziato dal Programma LLP della Commissione Europea, sottoprogramma Leonardo Da Vinci – Trasferimento dell’innovazione.
A seguito di tale esperienza la sensibilità verso i temi legati al work-life balance è notevolmente aumentata tra i soci, così come le competenze al riguardo.
A partire dal 2007 era già cominciato l’impegno nella progettazione su bandi finanziati dalla Legge 8 marzo 2000, n°53 sia a beneficio di imprese e professionisti terzi che a beneficio della Cooperativa stessa. Il finanziamento del progetto “I papà delle vacanze” (conclusosi nel maggio 2014) è stato frutto di tale impegno e ha visto il coinvolgimento a vario titolo di tutti i soci e
collaboratori della Cooperativa.
Proprio il progetto “I papà delle vacanze” ha offerto lo spunto per approfondire anche la comunicazione delle prassi di conciliazione in azienda, portando in seguito all’adesione alla sperimentazione nazionale per la certificazione Family Audit.

ARTICOLO 4 – L’esperienza della certificazione Family Audit
L’esperienza acquisita con la certificazione Family Audit ha aiutato la Cooperativa a far propri strumenti organizzativi utili alla promozione di un cambiamento culturale e organizzativo orientato alla promozione del benessere dei propri lavoratori e delle loro famiglie.
È intenzione della nostra organizzazione promuovere strumenti manageriali stabili che inneschino un ciclo virtuoso di miglioramento continuo.

ARTICOLO 5 – Impegno della Cooperativa
Oltre all’impegno continuativo richiesto dalla certificazione triennale Family Audit, la Cooperativa si propone di mantenere sempre alta l’attenzione sul tema della conciliazione vita-lavoro e di dare, ogni volta che ciò sia possibile, risposte concrete ai bisogni dei soci.