Bandi e contributi
Voucher Cloud e Cybersecurity: l’elenco fornitori è pubblicato
Cosa cambia per le PMI e cosa conviene fare prima del 10 novembre
Apertura della compilazione
Invio delle domande
Chiusura dello sportello
Bandi e contributi — settembre 2026
Il Voucher Cloud & Cybersecurity del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha superato l’ultimo passaggio formale. Con il decreto del 29 luglio 2026 è stato approvato l’elenco dei fornitori abilitati, e con quello del 4 agosto sono state fissate le date dello sportello: si precompila dal 20 ottobre, si invia dal 10 novembre.
La misura mette a disposizione 150 milioni di euro e copre il 50% delle spese in servizi cloud e sicurezza informatica, fino a 20.000 euro per beneficiario, a fronte di un piano di spesa di almeno 4.000 euro. Si rivolge a PMI e lavoratori autonomi di tutto il territorio nazionale. Circa 71 milioni sono riservati alle otto regioni del Mezzogiorno; il resto è contendibile da tutti.
Diciannove Soc. Coop. è iscritta all’elenco dei fornitori abilitati, per tutte e cinque le categorie. I servizi che possiamo fornire nell’ambito della misura sono elencati più avanti.
Il voucher non è spendibile liberamente. L’impresa sceglie i servizi da un elenco ministeriale di fornitori accreditati, si fa preparare un’offerta che riporta i codici identificativi assegnati a ciascuna tipologia di servizio, e presenta la domanda indicando quei codici. Se il fornitore non è in elenco, o non è accreditato per quella specifica tipologia, la voce non è ammissibile.
L’assegnazione avviene in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse. Le tre settimane fra il 20 ottobre e il 10 novembre servono esattamente a questo: arrivare all’apertura con la pratica già chiusa.
| Quando | Cosa succede |
|---|---|
| 20 ottobre 2026, ore 12:00 | si apre la compilazione; si ottiene il codice di predisposizione domanda |
| 10 novembre 2026, ore 12:00 | si apre l’invio formale; viene rilasciato il CUP |
| 20 gennaio 2027, ore 12:00 | chiusura dello sportello, salvo esaurimento anticipato |
Per completare la pratica servono tre strumenti: identità digitale (SPID, CIE o CNS), una PEC attiva e la firma digitale del legale rappresentante o di un delegato. Non sono intercambiabili, e vanno verificati adesso.
Le categorie ammissibili sono cinque: hardware di sicurezza (firewall, NGFW, router e switch, IDS/IPS); software di sicurezza (antivirus, monitoraggio rete, crittografia, SIEM, gestione vulnerabilità); servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma (virtual machine, storage e backup, VPN, database); servizi cloud SaaS (contabilità, HRM, ERP e gestione dei workflow, CMS ed e-commerce, CRM, collaboration e centralino); servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto, ammessi fino a un massimo del 30% del piano.
Gli esempi indicati dal decreto non sono un elenco chiuso: conta l’appartenenza alla categoria.
È la domanda che ci fanno più spesso, quindi la mettiamo in chiaro.
Conta come viene erogato, non il software. ERP e CRM sono ammessi soltanto in modalità SaaS (FAQ 18). Un Dolibarr installato sul server dell’azienda non rientra fra le spese ammissibili in nessuna forma, nemmeno se il fornitore lo gestisce da remoto (FAQ 32). Lo stesso Dolibarr erogato come servizio cloud dal fornitore è pienamente finanziabile. Che sia open source e senza costo di licenza non cambia nulla: si finanzia il servizio.
Non serve un prodotto a scaffale. Sono ammissibili le soluzioni pronte all’uso, quelle configurabili e anche gli sviluppi applicativi realizzati per il cliente, purché erogati in SaaS (FAQ 15). Il modulo costruito sul processo di un’azienda, se fa parte del servizio cloud, entra nel piano di spesa.
Cosa è ammesso
Cosa non è ammesso
Tre situazioni tipiche. Chi non ha un gestionale, o lavora su fogli di calcolo, rientra pienamente: è una soluzione nuova. Chi ha Dolibarr sul proprio server rientra passando al SaaS, a patto di documentare il miglioramento (backup gestito, continuità, controllo degli accessi) e non il semplice spostamento. Chi usa già Dolibarr in SaaS non può finanziare più utenti o un aggiornamento, ma può valutare nuove aree funzionali, automazioni o soluzioni di sicurezza.
È il terreno su cui lavoriamo da anni con DoliPlatform, la nostra piattaforma gestionale basata su Dolibarr ed erogata in cloud: gestionale, infrastruttura e sviluppi su misura come componenti di un unico servizio. Nel voucher rientra nella tipologia D3 — ERP.
Nell’elenco ministeriale Diciannove Soc. Coop. risulta abilitata per queste tipologie di servizio:
A — Soluzioni hardware di cyber security
B — Soluzioni software di cyber security
C — Servizi cloud infrastrutturali e di piattaforma
D — Servizi cloud SaaS
E — Servizi professionali
Il nostro codice fornitore è VCCFA2600000847. Il codice identificativo di ciascuna tipologia si ottiene aggiungendo la sigla della tipologia — ad esempio VCCFA2600000847-D3 per Dolibarr in SaaS — e viene riportato nell’offerta, nella domanda e in fattura.
Anticipare le spese. Nessuna spesa può precedere la presentazione della domanda, nemmeno un acconto. Contratti e rinnovi in scadenza in autunno vanno rinegoziati con decorrenza successiva.
Comprare quello che si ha già. Non sono ammissibili prodotti con prestazioni analoghe a quelli in uso, il semplice aggiornamento di versione senza un miglioramento sostanziale, l’estensione di una licenza esistente o l’aumento del numero di utenze. Il voucher finanzia un salto, non un rinnovo.
Sbilanciare il piano sui servizi professionali. Le giornate di configurazione e supporto non possono superare il 30% del totale e devono essere collegate a servizi delle altre categorie presenti in elenco.
Affianchiamo le imprese su entrambi i lati della pratica: come fornitore iscritto all’elenco, per la parte tecnologica, e come supporto alla preparazione della domanda — verifica dei requisiti, analisi dello stato di partenza, costruzione del piano, offerta conforme, assistenza durante la compilazione e in fase di rendicontazione.
Una precisazione di trasparenza: l’affiancamento sulla pratica non è una spesa finanziabile dal voucher, e non va inserito nel piano. E l’iscrizione di un fornitore all’elenco non garantisce il contributo al cliente, che dipende dai requisiti dell’impresa, dal plafond disponibile e dall’ordine di arrivo allo sportello.
Fonti: MIMIT — decreto ministeriale 18 luglio 2025; decreto direttoriale 21 novembre 2025; decreto direttoriale 29 luglio 2026; decreto direttoriale 4 agosto 2026; pagina dell’incentivo e FAQ aggiornate al 2 settembre 2026. Elenco dei fornitori abilitati: piattaforma Invitalia.
Diciannove Soc. Coop.
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