“Il valore di un’impresa è dato
dal valore del ciclo di vita dei suoi clienti.”

Philipe Kotler

Mission

Diciannove è una società cooperativa attiva nel campo dell’informatica e della progettazione per le aziende.

Diciannove nasce come gestione in forma associativa tra i propri soci, garantendo la continuità di occupazione lavorativa e le migliori condizioni economiche compatibilmente con la salvaguardia della competitività della Azienda sul mercato.

Diciannove offre consulenze nel networking e nella gestione complessa dei sistemi affiancando il cliente in tutti gli aspetti di informatizzazione delle attività e di integrazione fra ambienti hardware e software eterogenei.

Diciannove è specializzata nella realizzazione di applicazioni per la sanità, la progettazione e gestione di progetti europei e di formazione, e nella gestione del personale, con particolare attenzione ai settori socio­ assistenziale e medico.
Offre consulenze, prodotti e soluzioni altamente personalizzabili e votati all’interoperabilità.
Dispone di una propria infrastruttura hardware per fornire hosting e soluzioni di ecommerce, distribuire le applicazioni in logica SaaS (Software as a Service) nonché eroga servizi come server virtuali e backup remoti.

Diciannove usa e offre ai propri clienti software libero e opensource.

Vision

Diciannove è una realtà cooperativa esperta, solida e affidabile, che racchiude tutte le figure e gli strumenti professionali necessari per dare risposte complete alle prospettive di crescita informatica dei propri clienti, che vengono accompagnati nel percorso di evoluzione attraverso lo sviluppo di prodotti specifici ed efficaci.

Diciannove accompagna il cliente lungo tutto il percorso di informatizzazione della agenzia/cooperativa. Partendo dalla formazione multilevel per arrivare fino all’ottimizzazione di ogni aspetto produttivo, pianificando i percorsi più idonei e individuando gli strumenti tecnologici più sicuri e adatti.

Per Diciannove tecnologia e conoscenza informatica sono sinonimi di alta qualità gestionale a costi equi, in grado di offrire soluzioni web personalizzate e applicazioni dinamiche, rendendo sicuri e criptati i dati in conformità a quanto previsto dalla vigente legislazione sulla privacy.

Diciannove utilizza dove possibile free software e open source quali risorse e opportunità per una continua e completa personalizzazione dei programmi base. Soddisfacendo così al meglio le esigenze del cliente, garantendo sicurezza, standard qualitativi alti e slancio alle potenzialità imprenditoriali.

Diciannovecoop

Da sempre cerchiamo di mettere in atto comportamenti socialmente responsabili, ma da quando siamo diventati soci di Banca Etica abbiamo aderito totalmente e formalmente alla loro autocertificazione sociale.

Di certo non basta solo il nostro agire quotidiano, seppure tassello ineludibile, ma è fondamentale la promozione di azioni pubbliche che rafforzino i nostri valori solidaristici.

L’attenzione a clienti, fornitori e collaboratori, oltre a una corretta e qualificata l’erogazione dei servizi, ha come obiettivo il rispetto delle nostre scelte etiche e cerca di evitare rischi reputazionali derivanti da stakeholder che mettano in atto comportamenti contrari ai valori che la nostra cooperativa promuove.

Dichiara

che l’ente agisce nel pieno rispetto dei seguenti valori:

  • la partecipazione democratica;
  • la trasparenza gestionale;
  • le pari opportunità;
  • il rispetto dell’ambiente;
  • la qualità sociale nei processi e nei prodotti;
  • il rispetto dei lavoratori;
  • la valorizzazione del volontariato (quando presente);
  • il radicamento territoriale.

Attesta

che l’attività svolta dall’ente stesso non è caratterizzata né direttamente né indirettamente da:

  1. produzione, finanziamento e commercializzazione di armi;
  2. rapporto con regimi che non rispettano i diritti umani;
  3. sfruttamento di minori e/o soggetti deboli;
  4. attività di ricerca scientifica nel cui ambito vengano svolti esperimenti su soggetti deboli e non tutelati;
  5. gioco d’azzardo;
  6. esclusione ed emarginazione delle minoranze o di intere categorie di popolazione;
  7. produzione ed utilizzo di fonti energetiche e di tecnologie rischiose per l’uomo e l’ambiente (nucleare, CFC, pesticidi, ecc.);
  8. produzioni ad elevato impatto ambientale (emissioni di sostanze altamente inquinanti nelle acque, nel suolo, nel sottosuolo e nell’atmosfera).

Agenda della Disabilità

Un’opportunità aperta a tutti, un percorso comune per migliorare le nostre comunità in modo inclusivo innovativo e sostenibile

Con oltre 150 idee per un futuro a misura di tutti, nasce la prima Agenda italiana della disabilità, promossa da Fondazione CRT e Consulta per le Persone in Difficoltà: un modello di inclusione partecipato, frutto di un lungo percorso di ascolto e co-progettazione iniziato nel 2021 e durato circa un anno, con il coinvolgimento di circa 300 soggetti, tra organizzazioni non profit e “portavoce” della società civile.

Il documento, che guarda alla disabilità come opportunità e risorsa, raccoglie la sfida del “Leave no one behind” dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo sostenibile, ed è coerente con gli obiettivi della Strategia europea per i diritti delle persone con disabilità.

L’Agenda è costruita attorno a sei temi strategici: abitare sociale, sostenere le famiglie, vivere il territorio, lavorare per crescere, imparare dentro e fuori la scuola, curare e curarsi. Sulla base di questi goal sono state definite le linee d’azione concrete per migliorare l’inclusione delle persone con disabilità, che sono oltre 3 milioni in Italia (il 5,14% della popolazione), di cui circa 225.000 in Piemonte e Valle d’Aosta (Dati Istat 2019).

L’Agenda è stata presentata il 3 dicembre 2021 con un convegno alle OGR di Torino nell’ambito della Giornata Internazionale per la Disabilità. Nel 2022 diventerà ufficialmente il luogo in cui verranno raccolti i progetti più innovativi attualmente prodotti rispetto al tema delle disabilità e delle fragilità, spiegati anche attraverso le interviste a chi li ha realizzati.

Il manifesto dell’Agenda della Disabilità condiviso dalla nostra Cooperativa

La parola territorio assume molti e differenti significati a seconda del contesto in cui la troviamo.

Può indicare il rapporto tra l’uomo e il suo ambiente, può delimitare lo spazio entro il quale sono valide ed efficaci delle norme giuridiche, oppure spazi dove si favorisce l’apprendimento, il senso di appartenenza.

Perché un territorio progredisca deve essere vissuto come bene comune, come opportunità, come accoglienza, luogo di relazioni qualificanti, accesso alle risorse culturali e del tempo libero ma anche dell’impegno civile e di volontariato.

Le azioni possibili sono innumerevoli: interventi di mediazione per l’inclusione delle persone con disabilità, interventi a favore dell’accessibilità fisica, sensoriale, del patrimonio dei territori; favorire il benessere ambientale per le persone anziane.

L’AGENDA: UN MODELLO DI PARTECIPAZIONE

Fondazione CRT è da sempre al fianco delle persone in difficoltà e di chi lavora per permetterne l’inclusione, la piena realizzazione nella comunità.

Quella con la Consulta per le Persone in Difficoltà è una collaborazione pluriennale, che trova origine nella volontà di fare rete con il territorio, di favorire lo scambio di competenze e di risorse in un’ottica di progettazione partecipata e congiunta, di mettersi in discussione per confrontarsi, migliorare, guardare avanti.
Ed è proprio con gli occhi rivolti al futuro che nasce la prima Agenda della Disabilità in Italia, realizzata con il coinvolgimento delle organizzazioni non profit e della società civile: un piano di azioni concrete e di progettualità innovative sulla base delle proposte e delle esigenze, mutate anche alla luce dell’emergenza sanitaria, delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle comunità. Sono sei i temi strategici dell’Agenda: abitare sociale, sostenere le famiglie, vivere il territorio, lavorare per crescere, imparare dentro e fuori la scuola, curare e curarsi.

Temi attuali, fluidi, dinamici, che non sono destinati a rimanere cristallizzati nelle pagine di un libro, ma vogliono essere il punto di partenza per innescare processi virtuosi in grado di generare benessere diffuso. Obiettivo dell’iniziativa – frutto di un percorso durato un anno – è proprio quello di costruire un modello di inclusione per il futuro realmente partecipato, attorno ai valori dell’integrazione e della coesione sociale, guardando alla disabilità come opportunità e risorsa preziosa, nella consapevolezza che la diversità è davvero una ricchezza per tutti.

Favorire l’espressione di tutte le forme della creatività e della bellezza, valorizzare le potenzialità di ciascuno, migliorare la qualità della vita delle persone in difficoltà, tutelandone la dignità e la parità dei diritti sono alcuni importanti obiettivi che da 30 anni vengono perseguiti dalla Fondazione CRT e che ritengo possano essere una bussola per la ri-costruzione e la ri-partenza delle comunità.

Vogliamo portare avanti un’idea di società aperta alla dimensione non dell’‘io’, ma del ‘noi insieme’, in cui l’individuo è una persona e la comunità è al centro, prendendoci cura del bene comune, che è di tutti, perché, come ci ha insegnato la pandemia, dipende anche da ciascuno di noi.

L’AGENDA: TERRITORIO, PERSONE, IDEE

La CPD, Consulta per le Persone in Difficoltà, che da più di trent’anni si occupa dei diritti delle persone con disabilità, è in prima linea nel campo della progettazione culturale e della proposta di nuove strade che sappiano affrontare realmente le criticità di chi vive una condizione di disagio, facendo pieno ricorso ai mezzi offerti dalla contemporaneità. Per questo a gennaio 2021 ha intrapreso un percorso partecipato in cui sono state coinvolte associazioni non profit e rappresentanti della società civile piemontese.

Il risultato è stato la realizzazione di un documento programmatico in cui sono stati sintetizzati 6 temi fondamentali e al tempo stesso sono stati indicati i relativi traguardi da raggiungere e le azioni da mettere in campo per migliorare la vita e la partecipazione delle persone con disabilità, andando a contaminare direttamente tutta la società civile. La CPD insieme a tutti gli stakeholder coinvolti nel progetto si è posta l’obiettivo di far alzare ulteriormente l’asticella sia a livello di produzione di contenuti che a livello di innovazione.

Da qui è nata l’idea di organizzare il lavoro dell’Agenda attraverso una piattaforma, una Comunità Virtuale, raggiungibile all’indirizzo www.agendoperlagenda.it, un sistema integrato in cui ogni visitatore può accedere ad una varietà di incontri, riunioni, talk, documenti e forum di discussione e al tempo stesso attivarsi, diventando in prima persona un produttore di contenuti o uno stimolatore dei medesimi.

La Cooperativa, con l’intenzione di approfondire il tema della conciliazione, ha partecipato come partner nel periodo 2009-2011  al progetto Eurobalance (2009-1-GB2-LEO05-01365) co-finanziato dal Programma LLP della Commissione Europea,  sottoprogramma Leonardo Da Vinci – Trasferimento dell’innovazione.  A seguito di tale esperienza la sensibilità verso i temi legati al work-life balance è notevolmente aumentata tra i soci, così come  le competenze al riguardo.
A partire dal 2007 era già cominciato l’impegno nella progettazione su bandi finanziati dalla Legge 8 marzo 2000, n°53 sia a  beneficio di imprese e professionisti terzi che a beneficio della Cooperativa stessa. Il finanziamento del progetto “I papà delle  vacanze” (conclusosi nel maggio 2014) è stato frutto di tale impegno e ha visto il coinvolgimento a vario titolo di tutti i soci e  collaboratori della Cooperativa.  Proprio il progetto “I papà delle vacanze” ha offerto lo spunto per approfondire anche la comunicazione delle prassi di  conciliazione in azienda, portando in seguito all’adesione alla sperimentazione nazionale per la certificazione Family Audit.

Lo scopo del Family Audit è quello di accrescere il benessere aziendale attraverso la conciliazione.
Il potenziale conflitto tra vita professionale e vita privata è una minaccia alla salute ed al benessere dei lavoratori e attraverso lo strumento Family Audit, che prevede un’indagine all’interno dell’organizzazione, si individuano obiettivi e iniziative che consentono di migliorare le esigenze di conciliazione tra famiglia e lavoro dei dipendenti.

L’esperienza acquisita con la certificazione Family Audit ha aiutato la Cooperativa a far propri strumenti organizzativi utili alla  promozione di un cambiamento culturale e organizzativo orientato alla promozione del benessere dei propri lavoratori e delle  loro famiglie.
È intenzione della nostra organizzazione promuovere strumenti manageriali stabili che inneschino un ciclo virtuoso di  miglioramento continuo.

REGOLAMENTO di DICIANNOVE SOC. COOP.

“L’importanza della Conciliazione”

ARTICOLO 1 – Premesse

In allegato al Regolamento Interno con cui i soci della Diciannove s.c.r.l. regolano lo scambio mutualistico ovvero le modalità di conferimento delle prestazioni lavorative tese alla gestione in forma associata dell’azienda, con il presente allegato si vuole rimarcare l’importanza che viene riconosciuta alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

ARTICOLO 2 – Riferimenti Legislativi

In Italia la normativa cardine in materia è rappresentata dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 che, oltre a introdurre i congedi parentali, favorendo prima di tutto la partecipazione dei padri alla cura dei figli, ha focalizzato l’attenzione delle regioni e degli enti locali sull’importanza di riorganizzare i tempi delle città ed ha promosso, tramite l’art. 9, la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione sui luoghi di lavoro, sensibilizzando in tal senso aziende e parti sociali.
La norma, a carattere sperimentale, è passata attraverso successive modifiche finalizzate a meglio adattarla all’evoluzione dei nuovi bisogni di conciliazione emersi nel corso dell’attuazione.
L’ultima modifica, contenuta nell’art. 38 della legge 18 giugno 2009, n. 69, ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari ed aggiornato il novero degli interventi finanziabili, rendendo necessaria la stesura di un nuovo regolamento di attuazione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 2011 (serie generale) ed entrato in vigore il 18 maggio 2011.
Le misure di conciliazione previste sono distinte in due categorie, in base al tipo di beneficiario:
A favore dei lavoratori dipendenti o equiparati(art.9, comma 1)
A favore dei soggetti autonomi (art. 9, comma 3).
La conciliazione per i dipendenti (art. 9, comma 1)
In base alla nuova disciplina, il 90% delle risorse annualmente disponibili è riservato al finanziamento di datori di lavoro privati, purché iscritti in un pubblico registro, e, ove residuino fondi, alle aziende sanitarie locali e alle aziende ospedaliere, anche universitarie, che intendano attivare, in favore dei propri dipendenti, una delle seguenti misure di conciliazione:
a) nuovi sistemi di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro, quali part-time reversibile, telelavoro, orario concentrato, orario flessibile in entrata o in uscita, flessibilità su turni, banca delle ore, ecc. (lettera A);
b) programmi e azioni per il reinserimento di lavoratori/lavoratrici che rientrano da periodi di congedo di almeno 60 giorni (lettera B);
c) servizi innovativi ritagliati sulle esigenze specifiche dei lavoratori e delle lavoratrici (lettera C).
Quest’ultima tipologia di azione è attivabile anche da parte di una pluralità di datori di lavoro consorziati, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di reti territoriali che per un verso consentono di allargare il bacino d’utenza del servizio, abbattendone i costi, e per un altro verso permettono l’integrazione con altre politiche, aventi ricadute sui tempi di vita, realizzate a livello locale.
I destinatari degli interventi progettati possono essere i dipendenti con figli minori o con a carico un disabile, un anziano non autosufficiente o una persona affetta da documentata grave infermità.

ARTICOLO 3 – Esperienza in merito alla conciliazione

La Cooperativa, con l’intenzione di approfondire il tema della conciliazione, ha partecipato come partner nel periodo 2009-2011 al progetto Eurobalance (2009-1-GB2-LEO05-01365) co-finanziato dal Programma LLP della Commissione Europea, sottoprogramma Leonardo Da Vinci – Trasferimento dell’innovazione.
A seguito di tale esperienza la sensibilità verso i temi legati al work-life balance è notevolmente aumentata tra i soci, così come le competenze al riguardo.
A partire dal 2007 era già cominciato l’impegno nella progettazione su bandi finanziati dalla Legge 8 marzo 2000, n°53 sia a beneficio di imprese e professionisti terzi che a beneficio della Cooperativa stessa. Il finanziamento del progetto “I papà delle vacanze” (conclusosi nel maggio 2014) è stato frutto di tale impegno e ha visto il coinvolgimento a vario titolo di tutti i soci e
collaboratori della Cooperativa.
Proprio il progetto “I papà delle vacanze” ha offerto lo spunto per approfondire anche la comunicazione delle prassi di conciliazione in azienda, portando in seguito all’adesione alla sperimentazione nazionale per la certificazione Family Audit.

ARTICOLO 4 – L’esperienza della certificazione Family Audit

L’esperienza acquisita con la certificazione Family Audit ha aiutato la Cooperativa a far propri strumenti organizzativi utili alla promozione di un cambiamento culturale e organizzativo orientato alla promozione del benessere dei propri lavoratori e delle loro famiglie.
È intenzione della nostra organizzazione promuovere strumenti manageriali stabili che inneschino un ciclo virtuoso di miglioramento continuo.

ARTICOLO 5 – Impegno della Cooperativa

Oltre all’impegno continuativo richiesto dalla certificazione triennale Family Audit, la Cooperativa si propone di mantenere sempre alta l’attenzione sul tema della conciliazione vita-lavoro e di dare, ogni volta che ciò sia possibile, risposte concrete ai bisogni dei soci.

La nostra Cooperativa nell’ambito delle iniziative di conciliazione vita-lavoro e con una strategia di intervento tesa a offrire opportunità al territorio dove opera ha aperto presso la sede di via Traforo 38/A di Bussoleno un Baby Pit Stop de La Leche League

Prendiamo a prestito le parole de La Leche League per spiegare di cosa si tratta:
“Il Baby Pit Stop dal sito de La Leche League”

Per migliorare la salute dei nostri bambini, uno degli interventi più efficaci in nostro potere è allattarli. L’allattamento ha inoltre effetti benefici anche per le mamme, per le famiglie, per la collettività, per il sistema sanitario e sociale, per l’ambiente e la società in generale. La protezione, la promozione e il sostegno dell’allattamento sono una delle priorità della salute pubblica in Europa, oltre che nel terzo mondo, secondo la Direzione di Salute Pubblica e Valutazione del Rischio della Commissione Europea (Directorate Public Health and Risk Assessment).

Allattare è una cosa semplice e naturale. Le donne potrebbero farlo ovunque, ma a volte in una città la faccenda può diventare complicata. Può essere difficile trovare un posto per sedersi o per proteggersi dalla pioggia; e se si chiede la cortesia in un negozio, a volte viene richiesto di fare in cambio una consumazione, oppure la mamma potrebbe sentirsi in debito di dover comunque consumare o comprare qualcosa.

L’importanza di creare ambienti accoglienti per favorire l’allattamento è sottolineata dal sesto punto del documento dell’Unicef “Sette passi per la comunità amica dei bambini per l’allattamento materno”. Le strutture commerciali, di qualunque tipo siano, per la loro distribuzione territoriale possono costituire un’importante rete di sostegno alla mamma che allatta e che si trova fuori casa col proprio figlio, offrendo ospitalità, spazi per allattare, per riposare e (se possibile) anche per cambiare il bambino.

Il Baby Pit Stop de La Leche League

L’allattamento è il modo normale e naturale di fornire al bambino tutti gli elementi nutritivi (e numerosi fattori protettivi) che gli servono per una crescita e uno sviluppo sani.

L’allattamento esclusivo è raccomandato fino a circa il sesto mese di vita del bambino, e continua, con l’inserimento di appropriato cibo complementare, fino a due anni o oltre, secondo il desiderio di mamma e bambino.

La promozione dell’allattamento è uno degli interventi più efficaci per il miglioramento della salute dei nostri bambini. Ha dei benefici effetti anche per le madri, le famiglie, la collettività, il sistema sanitario e sociale, l’ambiente e la società in generale. La protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento sono una priorità di salute pubblica in Europa.

Il sostegno che la madre necessita è spesso di natura pratica, per esempio il trovare luoghi confortevoli per nutrire e cambiare il bambino, per riposare durante le uscite con il figlio. Le strutture commerciali cittadine, per la loro distribuzione territoriale, possono costituire una importante rete di sostegno alla donna che allatta e che si trova fuori casa col proprio figlio offrendo l’ospitalità, gli spazi per allattare e cambiare il bambino o per riposare.

A questo scopo è nata nel 2004 a Fano l’iniziativa

Baby Pit Stop – LLL: Negozio Amico dell’Allattamento.

Per ulteriori dettagli, e per visionare l’articolo originale, vi consigliamo di consultare http://lllitalia.org/baby-pit-stop.html

Diciannovecoop

Da sempre cerchiamo di mettere in atto comportamenti socialmente responsabili, ma da quando siamo diventati soci di Banca Etica abbiamo aderito totalmente e formalmente alla loro autocertificazione sociale.

Di certo non basta solo il nostro agire quotidiano, seppure tassello ineludibile, ma è fondamentale la promozione di azioni pubbliche che rafforzino i nostri valori solidaristici.

L’attenzione a clienti, fornitori e collaboratori, oltre a una corretta e qualificata l’erogazione dei servizi, ha come obiettivo il rispetto delle nostre scelte etiche e cerca di evitare rischi reputazionali derivanti da stakeholder che mettano in atto comportamenti contrari ai valori che la nostra cooperativa promuove.

Dichiara

che l’ente agisce nel pieno rispetto dei seguenti valori:

  • la partecipazione democratica;
  • la trasparenza gestionale;
  • le pari opportunità;
  • il rispetto dell’ambiente;
  • la qualità sociale nei processi e nei prodotti;
  • il rispetto dei lavoratori;
  • la valorizzazione del volontariato (quando presente);
  • il radicamento territoriale.

Attesta

che l’attività svolta dall’ente stesso non è caratterizzata né direttamente né indirettamente da:

  1. produzione, finanziamento e commercializzazione di armi;
  2. rapporto con regimi che non rispettano i diritti umani;
  3. sfruttamento di minori e/o soggetti deboli;
  4. attività di ricerca scientifica nel cui ambito vengano svolti esperimenti su soggetti deboli e non tutelati;
  5. gioco d’azzardo;
  6. esclusione ed emarginazione delle minoranze o di intere categorie di popolazione;
  7. produzione ed utilizzo di fonti energetiche e di tecnologie rischiose per l’uomo e l’ambiente (nucleare, CFC, pesticidi, ecc.);
  8. produzioni ad elevato impatto ambientale (emissioni di sostanze altamente inquinanti nelle acque, nel suolo, nel sottosuolo e nell’atmosfera).

Etinomia

Etinomia nasce in Val di Susa ad opera di un gruppo di imprenditori, agricoltori, commercianti, artigiani e liberi professionisti con l’intento di riportare l’Etica al centro dell’economia.
A tal fine Etinomia promuove iniziative mirate allo sviluppo economico, commerciale, sociale ed occupazionale con il primario obiettivo di restituire all’uomo ed al territorio centralità di ruolo, da intendersi come relazione consapevole tra una porzione di terra e la comunità che la abita.

Etinomia si propone come fulcro intorno al quale maturino rapporti economici di qualità, superando la logica del consumismo e dello sfruttamento.
Gli aderenti, sottoscrivendo il Manifesto Etico e partecipando alle attività secondo le personali inclinazioni e competenze, desiderano affermare che onestà, trasparenza e cooperazione, rappresentano una strategia vincente, in ferma opposizione all’indebita appropriazione dei beni comuni.

–––––

Il manifesto etico di Etinomia condiviso dalla nostra Cooperativa

Etinomia nasce dalla comune e spontanea esigenza di un gruppo di imprenditori, agricoltori, commercianti, artigiani e liberi professionisti appartenenti a diversi settori merceologici che si propongono come obiettivo quello di condurre le proprie imprese nell’ottica della tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio e del tessuto sociale con particolare attenzione all’ambiente ed alla cultura locali. A tal fine s’intende promuovere iniziative mirate allo sviluppo economico, commerciale, sociale ed occupazionale nell’ambito dello svolgimento di attività che abbiano come primario obiettivo la restituzione della centralità al ruolo del territorio, inteso come relazione consapevole tra una porzione di terra e la comunità che la abita.

Il progetto, ispirandosi ai principi di solidarietà sociale, si prefigge di intervenire ed operare nell’ambito delle seguenti aree di lavoro: agricoltura biologica, turismo responsabile, sviluppo etico, mobilità sostenibile, risparmio energetico, energie rinnovabili, riciclo e riutilizzo dei materiali, trattamento e smaltimento dei rifiuti con il minor impatto sulla salute, promozione culturale ed artistica, implementazione delle attività sanitarie sociali ed assistenziali sul territorio, artigianato e recupero arti e mestieri, IT e nuove tecnologie.

In particolare per la realizzazione degli scopi di cui sopra e nell’intento di agire a favore di tutta la collettività, Etinomia si propone nello specifico di:

  • Tessere una rete di imprese, che garantiscano elevati standard professionali mettendo al primo posto tra gli obiettivi aziendali la qualità dei prodotti/servizi erogati, la trasparenza dei rapporti commerciali intesi come insieme di rapporti umani atti a determinare occupazione, profitti e redditività, equamente condivisi tra le parti interessate.
  • Collaborare con le Istituzioni locali, gli Enti pubblici e privati per lo sviluppo di progetti che contribuiscano alla difesa del lavoro e alla creazione di nuove opportunità valorizzando il territorio e migliorando la qualità della vita. Si citano nel seguito alcuni esempi di piattaforme progettuali sulle quali sviluppare interventi concreti quali:
    • Rilancio del comparto agricolo ed alimentare attraverso la promozione di prodotti tipici e biologici;
    • Restauro conservativo dei centri storici;
    • Ristrutturazione di edifici civili e industriali secondo le logiche del risparmio energetico (pannelli solari, fotovoltaici, geotermico, ecc…);
    • Recupero di strutture industriali dismesse, finalizzato al trattamento dei rifiuti a freddo (metodologia che permette di creare occupazione grazie al processo di differenziazione manuale);
    • Ripristino e la manutenzione dei boschi e sentieri di montagna;
    • Valorizzazione dei terreni agricoli incolti;
    • Implementazione delle attività sanitarie, sociali ed assistenziali sul territorio anche di tipo imprenditoriale (Imprese sociali e sanitarie, cooperative, ecc…);
    • Valorizzazione e recupero del patrimonio culturale ed artistico;
    • Promozione e valorizzazione dell’attività turistica;
    • Promozione della diffusione della rete per lo sviluppo di servizi web.
  • Promuovere “Piccole Opere” intese come insieme di interventi mirati alla salvaguardia dell’economia locale con il coinvolgimento di imprese sane che operano in relazione con il territorio circostante, e che continuano ad investire in conoscenza, innovazione, organizzazione e qualità nel pieno rispetto dell’ambiente, della salute dei cittadini e dei diritti dei lavoratori.

Etinomia, sulla base dell’analisi dei dati storici ed attuali relativi all’area geografica da cui trae le sue origini, ritiene dannosa e deleteria qualsiasi iniziativa che direttamente o indirettamente mira a supportare le Grandi Opere intese come interventi sul territorio che comportino:

  • danni all’economia locale e nazionale;
  • devastazione con conseguente peggioramento della qualità della vita e della salute dei cittadini;
  • limitazione degli spazi d’azione dell’iniziativa e dell’impresa locale, spesso costretta a patire una condizione di scarsa redditività a causa della logica dei subappaltati;
  • priorità di soddisfare le esigenze delle grandi lobby della finanza e gli appetiti dei partiti, sottraendo risorse alla collettività;
  • potenziali opportunità per l’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, complice lo scarso controllo sul sistema di assegnazione degli incarichi e sulla gestione degli appalti.

–––––

Etinomia Imprenditori Etici per la Difesa dei Beni Comuni – Made in Val Susa
Via Umberto I, 63 10057 Sant’Ambrogio di Torino (TO) – CF 95613770015

La Cooperativa, con l’intenzione di approfondire il tema della conciliazione, ha partecipato come partner nel periodo 2009-2011  al progetto Eurobalance (2009-1-GB2-LEO05-01365) co-finanziato dal Programma LLP della Commissione Europea,  sottoprogramma Leonardo Da Vinci – Trasferimento dell’innovazione.  A seguito di tale esperienza la sensibilità verso i temi legati al work-life balance è notevolmente aumentata tra i soci, così come  le competenze al riguardo.
A partire dal 2007 era già cominciato l’impegno nella progettazione su bandi finanziati dalla Legge 8 marzo 2000, n°53 sia a  beneficio di imprese e professionisti terzi che a beneficio della Cooperativa stessa. Il finanziamento del progetto “I papà delle  vacanze” (conclusosi nel maggio 2014) è stato frutto di tale impegno e ha visto il coinvolgimento a vario titolo di tutti i soci e  collaboratori della Cooperativa.  Proprio il progetto “I papà delle vacanze” ha offerto lo spunto per approfondire anche la comunicazione delle prassi di  conciliazione in azienda, portando in seguito all’adesione alla sperimentazione nazionale per la certificazione Family Audit.

Lo scopo del Family Audit è quello di accrescere il benessere aziendale attraverso la conciliazione.
Il potenziale conflitto tra vita professionale e vita privata è una minaccia alla salute ed al benessere dei lavoratori e attraverso lo strumento Family Audit, che prevede un’indagine all’interno dell’organizzazione, si individuano obiettivi e iniziative che consentono di migliorare le esigenze di conciliazione tra famiglia e lavoro dei dipendenti.

L’esperienza acquisita con la certificazione Family Audit ha aiutato la Cooperativa a far propri strumenti organizzativi utili alla  promozione di un cambiamento culturale e organizzativo orientato alla promozione del benessere dei propri lavoratori e delle  loro famiglie.
È intenzione della nostra organizzazione promuovere strumenti manageriali stabili che inneschino un ciclo virtuoso di  miglioramento continuo.

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REGOLAMENTO di DICIANNOVE SOC. COOP.

“L’importanza della Conciliazione”

ARTICOLO 1 – Premesse

In allegato al Regolamento Interno con cui i soci della Diciannove s.c.r.l. regolano lo scambio mutualistico ovvero le modalità di conferimento delle prestazioni lavorative tese alla gestione in forma associata dell’azienda, con il presente allegato si vuole rimarcare l’importanza che viene riconosciuta alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

ARTICOLO 2 – Riferimenti Legislativi

In Italia la normativa cardine in materia è rappresentata dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 che, oltre a introdurre i congedi parentali, favorendo prima di tutto la partecipazione dei padri alla cura dei figli, ha focalizzato l’attenzione delle regioni e degli enti locali sull’importanza di riorganizzare i tempi delle città ed ha promosso, tramite l’art. 9, la sperimentazione di azioni positive per la conciliazione sui luoghi di lavoro, sensibilizzando in tal senso aziende e parti sociali.
La norma, a carattere sperimentale, è passata attraverso successive modifiche finalizzate a meglio adattarla all’evoluzione dei nuovi bisogni di conciliazione emersi nel corso dell’attuazione.
L’ultima modifica, contenuta nell’art. 38 della legge 18 giugno 2009, n. 69, ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari ed aggiornato il novero degli interventi finanziabili, rendendo necessaria la stesura di un nuovo regolamento di attuazione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 2011 (serie generale) ed entrato in vigore il 18 maggio 2011.
Le misure di conciliazione previste sono distinte in due categorie, in base al tipo di beneficiario:
A favore dei lavoratori dipendenti o equiparati(art.9, comma 1)
A favore dei soggetti autonomi (art. 9, comma 3).
La conciliazione per i dipendenti (art. 9, comma 1)
In base alla nuova disciplina, il 90% delle risorse annualmente disponibili è riservato al finanziamento di datori di lavoro privati, purché iscritti in un pubblico registro, e, ove residuino fondi, alle aziende sanitarie locali e alle aziende ospedaliere, anche universitarie, che intendano attivare, in favore dei propri dipendenti, una delle seguenti misure di conciliazione:
a) nuovi sistemi di flessibilità degli orari e dell’organizzazione del lavoro, quali part-time reversibile, telelavoro, orario concentrato, orario flessibile in entrata o in uscita, flessibilità su turni, banca delle ore, ecc. (lettera A);
b) programmi e azioni per il reinserimento di lavoratori/lavoratrici che rientrano da periodi di congedo di almeno 60 giorni (lettera B);
c) servizi innovativi ritagliati sulle esigenze specifiche dei lavoratori e delle lavoratrici (lettera C).
Quest’ultima tipologia di azione è attivabile anche da parte di una pluralità di datori di lavoro consorziati, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di reti territoriali che per un verso consentono di allargare il bacino d’utenza del servizio, abbattendone i costi, e per un altro verso permettono l’integrazione con altre politiche, aventi ricadute sui tempi di vita, realizzate a livello locale.
I destinatari degli interventi progettati possono essere i dipendenti con figli minori o con a carico un disabile, un anziano non autosufficiente o una persona affetta da documentata grave infermità.

ARTICOLO 3 – Esperienza in merito alla conciliazione

La Cooperativa, con l’intenzione di approfondire il tema della conciliazione, ha partecipato come partner nel periodo 2009-2011 al progetto Eurobalance (2009-1-GB2-LEO05-01365) co-finanziato dal Programma LLP della Commissione Europea, sottoprogramma Leonardo Da Vinci – Trasferimento dell’innovazione.
A seguito di tale esperienza la sensibilità verso i temi legati al work-life balance è notevolmente aumentata tra i soci, così come le competenze al riguardo.
A partire dal 2007 era già cominciato l’impegno nella progettazione su bandi finanziati dalla Legge 8 marzo 2000, n°53 sia a beneficio di imprese e professionisti terzi che a beneficio della Cooperativa stessa. Il finanziamento del progetto “I papà delle vacanze” (conclusosi nel maggio 2014) è stato frutto di tale impegno e ha visto il coinvolgimento a vario titolo di tutti i soci e
collaboratori della Cooperativa.
Proprio il progetto “I papà delle vacanze” ha offerto lo spunto per approfondire anche la comunicazione delle prassi di conciliazione in azienda, portando in seguito all’adesione alla sperimentazione nazionale per la certificazione Family Audit.

ARTICOLO 4 – L’esperienza della certificazione Family Audit

L’esperienza acquisita con la certificazione Family Audit ha aiutato la Cooperativa a far propri strumenti organizzativi utili alla promozione di un cambiamento culturale e organizzativo orientato alla promozione del benessere dei propri lavoratori e delle loro famiglie.
È intenzione della nostra organizzazione promuovere strumenti manageriali stabili che inneschino un ciclo virtuoso di miglioramento continuo.

ARTICOLO 5 – Impegno della Cooperativa

Oltre all’impegno continuativo richiesto dalla certificazione triennale Family Audit, la Cooperativa si propone di mantenere sempre alta l’attenzione sul tema della conciliazione vita-lavoro e di dare, ogni volta che ciò sia possibile, risposte concrete ai bisogni dei soci.

La nostra Cooperativa nell’ambito delle iniziative di conciliazione vita-lavoro e con una strategia di intervento tesa a offrire opportunità al territorio dove opera ha aperto presso la sede di Via W. Fontan a Bussoleno un Baby Pit Stop de La Leche League

Prendiamo a prestito le parole de La Leche League per spiegare di cosa si tratta:
“Il Baby Pit Stop dal sito de La Leche League”

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Per migliorare la salute dei nostri bambini, uno degli interventi più efficaci in nostro potere è allattarli. L’allattamento ha inoltre effetti benefici anche per le mamme, per le famiglie, per la collettività, per il sistema sanitario e sociale, per l’ambiente e la società in generale. La protezione, la promozione e il sostegno dell’allattamento sono una delle priorità della salute pubblica in Europa, oltre che nel terzo mondo, secondo la Direzione di Salute Pubblica e Valutazione del Rischio della Commissione Europea (Directorate Public Health and Risk Assessment).

Allattare è una cosa semplice e naturale. Le donne potrebbero farlo ovunque, ma a volte in una città la faccenda può diventare complicata. Può essere difficile trovare un posto per sedersi o per proteggersi dalla pioggia; e se si chiede la cortesia in un negozio, a volte viene richiesto di fare in cambio una consumazione, oppure la mamma potrebbe sentirsi in debito di dover comunque consumare o comprare qualcosa.

L’importanza di creare ambienti accoglienti per favorire l’allattamento è sottolineata dal sesto punto del documento dell’Unicef “Sette passi per la comunità amica dei bambini per l’allattamento materno”. Le strutture commerciali, di qualunque tipo siano, per la loro distribuzione territoriale possono costituire un’importante rete di sostegno alla mamma che allatta e che si trova fuori casa col proprio figlio, offrendo ospitalità, spazi per allattare, per riposare e (se possibile) anche per cambiare il bambino.

Il Baby Pit Stop de La Leche League

L’allattamento è il modo normale e naturale di fornire al bambino tutti gli elementi nutritivi (e numerosi fattori protettivi) che gli servono per una crescita e uno sviluppo sani.

L’allattamento esclusivo è raccomandato fino a circa il sesto mese di vita del bambino, e continua, con l’inserimento di appropriato cibo complementare, fino a due anni o oltre, secondo il desiderio di mamma e bambino.

La promozione dell’allattamento è uno degli interventi più efficaci per il miglioramento della salute dei nostri bambini. Ha dei benefici effetti anche per le madri, le famiglie, la collettività, il sistema sanitario e sociale, l’ambiente e la società in generale. La protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento sono una priorità di salute pubblica in Europa.

Il sostegno che la madre necessita è spesso di natura pratica, per esempio il trovare luoghi confortevoli per nutrire e cambiare il bambino, per riposare durante le uscite con il figlio. Le strutture commerciali cittadine, per la loro distribuzione territoriale, possono costituire una importante rete di sostegno alla donna che allatta e che si trova fuori casa col proprio figlio offrendo l’ospitalità, gli spazi per allattare e cambiare il bambino o per riposare.

A questo scopo è nata nel 2004 a Fano l’iniziativa

Baby Pit Stop – LLL: Negozio Amico dell’Allattamento.

Per ulteriori dettagli, e per visionare l’articolo originale, vi consigliamo di consultare http://lllitalia.org/baby-pit-stop.html

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